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SERATA RONDONI
16 novembre 2004

 

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Martedì 16 novembre 2004: Davide RONDONI
presenta il libro "L'idiota" di Dostoevskij

Primo evento del programma 2004/2005 dei "Notturni in barchessa" presso Ca' Edimar, martedì 16 novembre con il poeta Davide Rondoni che ha presentato il romanzo "L'idiota" di Fëdor M. Dostoevskij, di cui ha curato l'introduzione per la recente edizione per la BUR nella Collana diretta da Don Luigi Giussani "I libri dello spirito cristiano".

Nel suo intervento Rondoni ha sottolineato che "oggi la gente legge, non è completamente vero che si legge poco. Il guaio è che si leggono testi che hanno lo scopo di convincere di qualcosa. Uno legge e alla fine è d'accordo o no. Un'opera d'arte non ha il problema di convincere, non è fatta per convincere di qualcosa. Uno, dopo che ha ascoltato una sinfonia di Beethoven, su cosa dovrebbe essere d'accordo? E dopo che ha visto un quadro di Caravaggio? Un libro come "L'idiota" alla fine lascia con delle domande aperte. Non si può facilmente chiudere la questione. Ci permette però di prendere più coscienza del mistero che è l'uomo.

Per certi aspetti leggere un romanzo è come incontrare una persona. Non si finisce mai di scoprire. Tutti infatti facciamo l'esperienza che uno stesso libro riletto a distanza di anni ci dice cose sempre nuove. Siamo cambiati noi ed è cambiato ciò che il testo può dirci. Del resto dietro un romanzo c'è un uomo, l'autore che l'ha scritto. Attraverso il testo incontro lui che vuole dirmi qualcosa di assolutamente importante. E' come se stessi camminando per il centro di Padova avvolto nei miei pensieri e improvvisamente mi fermasse un conoscente che vuole comunicarmi una cosa fondamentale. Se mi fermo ad ascoltarlo inizia il fenomeno dell'incontro che è un fenomeno inesauribile.
Un'opera d'arte come "L'idiota" non è per esperti o per addetti ai lavori. Dostojevski non l'ha scritta per degli esperti ma per tutti. Tutti possono leggere un libro simile purché vogliano incontrare un altro mettendo in gioco se stessi.

Nel romanzo Dostojevski pone il problema di Cristo. L'autore è assolutamente affascinato da Cristo. Per lui nulla è più buono, vero, simpatico, di Cristo. Sente però il problema di come Cristo incida, di come possa cambiare il mondo. Il protagonista è infatti totalmente buono ma non sembra riuscire a cambiare nulla negli uomini che incontra. La scena finale però riapre il problema e la possibilità di una prospettiva positiva.
I personaggi di Dostojevski sono capaci di grandi malvagità o di incredibile bontà e generosità. Non sono però mai tiepidi. E' di uomini non tiepidi che il mondo di oggi ha particolarmente bisogno."

 

V.L. web site - D.A.T.Q.P.D.E. - Edimar (Italy)